DANTE ALIGHERI

Volete sapere chi é il padre della lingua italiana ? É Dante Aligheri,il piú grande poeta d´Italia.Egli nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia che aveva tra i suoi antenati un cavaliere morto in Terrasanta per la conquista del Santo Sepolcro. La madre di Dante morí assai presto e, come potete immaginare,l'infanzia del poeta non poté essere felice. Da piccolo egli studió coi francescani a Firenze; poi giovinetto,studió a Bologna. A diciotto anni compose una poesia per una fanciulletta che si chiamava Beatrice;ella gli ispiró molte poesie e lo mosse a scrivere la "Divina Commedia" nella quale Dante mostra come vengono punitel  le anime che vanno allínferno e al purgatorio,e come vengono premiate le anime in Paradiso.Questo stupendo poema egli lo scrisse mentre peregrinava da un castello all'altro.

   DANTE SCACCIATO DA FIRENZE

 

Dante viveva la vita intensa nel suo Comune.

Egli occupava un posto di comando a Firenze,quando scoppió la lotta fra i partigiani dell´imperatore e i partigiani del Papa.

Avendo vinto questi ultimi,Dante fu condannato a morte perché parteggiava per l´imperatore.Egli fuggí dalla sua bella Firenze e chiese ospitalitá ai signori dei castelli.Cosí fu ospite a Verona,a Forlí,a Ravenna; e, peregrinando per cittá e castelli,ideó e scrisse la "Divina Commedia".Egli diceva addolorato:" .....Come sa di sale lo pane altrui; e com´é duro calle lo scendere e il salir per l'altrui scale"

Quando Dante passava per le vie di Verona, camminando curvo, col viso bruno e i capelli neri e crespi, le donne dicevano tra loro:- Vedete l'uomo che va all'inferno e torna quando gli piace, e ci porta notizie di quelli che sono laggiú ?

  - Dev'essere vero quello che voi dite; vedete come il suo volto é bruno e la sua barba crespa ?   - É per il caldo che fá laggiú - aggiungevano le altre.

Dante udiva e proseguiva la sua strada sorridendo.Egli morí a Ravenna nel 1321 e vi fu sepolto.                                                                                               Davanti alla tomba del Padre della lingua italiana arde sempre una lampada in segno di riconoscenza.

                                   LA DIVINA COMMEDIA

   Nella "divina Commedia "Dante,che ha trentacinque anni ed é caduto nella via

del peccato, immagina di compiere un viaggio attraverso l'Inferno,il Purgatorio

e il Paradiso per salvarsi.

Nel viaggia all'Inferno e al Purgatorio viene accompagnato da Virgilio,mentre

in Paradiso viene accompagnato da Beatrice.

Appena attraversata una selva oscura, Dante e Virgilio si trovano di fronte

alla porta dell'Inferno sulla quale sta scritto : "Lasciate ogni speranza voi

ch'entrate" . Dante , con grande paura, vi entra.

L'Inferno é una profonda voragine a forma di un cono col vertice al centro

della terra e la base sotto la crosta della terra.

Appena le anime varcano la porta," Caron dimonio,con occhi di bragia "le raduna   per menarle all'altra riva del fiume Acheronte.

Quando Caronte vede Dante,non vuol farlo passare perché é ancora vivo,ma

Virgilio gli dice di non crucciarsi, perché questo viaggio é voluto dal Cielo.

L'Inferno é diviso in nove cerchi,in ognuno dei quali i peccatori espiano

le loro colpe.

Nel primo cerchio,detto limbo , non ci sono veramente dei peccatori,poiché

accanto ai fanciulli che sono morti senza battesimo,si trovano tutte quelle

anime che sono vissute prima della venuta di Cristo e non hanno creduto

nel vero Dio.Tra queste vi sono Virgilio e Cesare.

All'inizio del secondo cerchio sta Minosse,un demonio che giudica le anime;

queste passano davanti a lui e ghi confessano i loro peccati tremando.Egli non parla,ma indica con la lunga coda il cerchio nel quale dovranno scontare le

loro colpe.Nel secondo cerchio le anime vengono spinte da un vento che mai si ferma e vanno mulinando come le foglie secche.

Nel terzo cerchio le anime dei golosi,battute eternamente dalla pioggia e dalla grandine, e immerse nel fango puzzolente, sono sorvegliate da Cerbero,demonio

con tre teste di cane,che latra per spaventare i peccatori.

Nel quarto cerchio i prodighi e ghi avari spingono avanti col petto dei pesanti

macigni.

Nel quinto cerchio formato da una palude fangosa ,sono immersi i vendicativi.

Nel sesto cerchio si stende una cittá di fuoco formata da tombe scoperchiate

in esse giacciono migliaia di peccatori,che non credettero nell'immortalitá

dell'anima.

Dante e Virgilio per scendere al settimo cerchio devono passare per un canalone

sorvegliato da un mostro col corpo di uomo e la testa di toro:é il Minotauro.

Il settimo cerchio é diviso in tre gironi: nel primo scorre un canale di sangue

bollente dove sono immersi i violenti,e lungo il quale galoppano i centauri,

mostri metá uomini e metá cavalli.

Questi centauri con archi e frecce colpiscono i peccatori che tentano di

uscire dal sangue bollente.Sulla groppa del centauro Nesso, Dante e Virgilio

vengono trasportati nel secondo girone dove si presenta loro una selva paurosa

dagli alberi contorti,sui quali si annidano le arpie,animali mezzo uccelli e mezzo

donne.

Dante ode dei lamenti ma non sa di dove vengano .Virgilio lo incoraggia a

spezzare un rametto, ma appena fatto ció, Dante vede gocce di sangue uscire dal ramo e sente una voce che dice:-Perché mi spezzi ? - Nella pianta c'é l'anima

di Pier delle Vigne,suicida.Tra gli alberi corrono disperatamente due peccatori inseguiti da cagne rabbiose che li raggiungono e li dilaniano.

Nel terzo girone,che é formato da una desolata campagna piovono di continuo

fiamme e scintille che tormentano i bestemmiatori.Dante incontra Brunetto

Latini che gli profetizza il suo esilio. - Sarai cacciato da Firenze perché sei

troppo onesto -gli dice; -ma un giorno i fiorentini se ne pentiranno e vorranno

riaverti,ma tu non tornerai piú nella tua cittá.Dante,benché addolorato,accoglie

la notizia con animo forte.

Nell'ottavo cerchio i due viaggiatori trovano i ladri,i bugiardi e gli ipocriti

sprofondati in un groviglio di serpenti.

Nell´ultimo cerchio sta Lucifero orribile,che stritola il corpo di Giuda Iscariota.

Con le ali di pipistrello Lucifero raggela il lago dove sono immerse come

fuscelli le anime dei traditori.

Finalmente Dante e Virgilio,risalendo lungo una buia caverna,tornano a rivedere

le stelle e cominciano il viaggio nel Purgatorio.

Anche il Purgatorio é diviso in nove parti.La prima é l'antipurgatorio,l'ultima

é il Paradiso terrestre e le altre sono le sette cornici dove sono distribuite

le anime purganti.

Nell'antipurgatorio Dante vede un giovanetto biondo,bello e di gentile aspetto:

é Manfredi,figlio di Federico II,morto nella battaglia di Benevento.Dante

incontra anche Pia dei Tolomei,una gentildonna nata a Siena e accusata di colpe

che non aveva commesso; ella morí rinchiusa in un castello della Maremma nel

quale il marito l´aveva confinata per gelosia.Dante, salite le sette cornici dove sono raccolte le anime purganti,arriva infine alla meravigliosa foresta del Paradiso terrestre. Quí scorre un fiumicello limpissimo sulle cui rive Dante

scorge Matelda che coglie fiori e canta.Ad un tratto il poeta vede avanzarsi

una luminosa processione di vecchi biancovestiti che cantano mentre in una nuvola di fiori appare una donna vestita di bianco,rosso e verde: é Beatrice

Dante sviene per la commozione e Matella allora lo tuffa nelle acque chiare

del fiumicello che lo fanno rinvenire;ora Dante puó guardare negli occhi a

Beatrice ed ella lo accompagna,di cielo in cielo nel Paradiso dove il poeta trova

le anime dei beati che sono felici insieme a Dio e agli angeli. San Francesco

occupa uno dei posti piú vicini a Dio:San Bernardo raccomanda il poeta a

Maria Satissima e per questa intercessione Dante puó conteplare le veritá

della Fede e salvare la sua anima.

Dante partecipa di quel profondo rinnovamento culturale che col Petrarca

e col Boccaccio fonderá il Nuovo Umanesimo e aprirá le porte alla civiltá

moderna.

Boccaccio biography

 

                                                                                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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